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Beauty has an address ~ Oman

Tale espressione designa i luoghi o le opere iscritti dalla Commissione del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel programma dei siti internazionali del patrimonio gestito dall’organizzazione. Possono essere siti naturali (foreste, catene montuose ecc.) oppure opere create dall’intervento dell’uomo. Il programma è stato avviato con la Convenzione per la tutela del patrimonio mondiale culturale e naturale, previa adozione da parte della conferenza generale dell’Unesco svoltasi il 16 novembre 1972. Tale convenzione prevede la classificazione, la denominazione e la preservazione di siti particolarmente importanti per l’umanità, siano essi di carattere culturale o naturale.

www.omanwhs.gov.om
whc.unesco.org/en/statesparties/om

I cinque “aflaj”

Nel luglio 2006, la Commissione del patrimonio mondiale ha deciso di iscrivere cinque aflaj omaniti nella lista del patrimonio mondiale per dare rilievo, a livello internazionale, a questo sistema idrico unico nel suo genere, che rappresenta un’importante eredità millenaria nella storia della civiltà omanita. In materia di irrigazione costituisce la più antica testimonianza ingegneristica esistente nella regione. Ancor oggi rappresenta il principale sistema di irrigazione dei terreni del Sultanato e di approvvigionamento idrico delle città e dei villaggi omaniti. Non ha praticamente eguali in tutto il mondo.
I cinque “aflaj” sono:
 - il Falaj di Daris, considerato uno dei principali “aflaj”. Contribuisce all’irrigazione di numerosi campi coltivati nel distretto di Nizwa, nella regione di Ad Dakhiliyah. È un “falaj” di tipo “dawoodi”.
 - il Falaj di Al Khatmayn, situato a Birkat Al Mawz, nel distretto di Nizwa (regione di Ad Dakhiliyah). Appartenente alla categoria “dawoodi”, questo falaj viene alimentato dal wadi Al Muaydin, lungo circa 2.450 km, la cui portata risulta particolarmente abbondante nei periodi delle precipitazioni 
  - il Falaj di Al Malaki, situato nel distretto di Azki (regione di Ad Dakhiliyah), che si ritiene essere uno degli aflaj più antichi del Sultanato.
 - il Falaj di Al Muyassar, considerato uno dei più importanti del distretto di Ar Rustaq, nella regione di Al Batinah, che si contraddistingue per il letto particolarmente profondo e per le numerose ramificazioni.
 - il Falaj di Al Jaylah, di tipo “ayni”, situato nella località di Al Jaylah, appartenente al distretto di Sur (regione di Ash Sharqiyah). Viene alimentato dal wadi Shab e costituisce la principale fonte idrica di questa località. Ha una lunghezza di 161 m.

Il forte di Bahla e i suoi bastioni

Il sito e le tombe di Bat

La via dell'incenso

Gli alberi dell’incenso del wadi Dawkah, le vestigia delle oasi di Shisr e i porti di Khawr Ruri e Baleed hanno notevolmente contribuito a far prosperare il commercio dell’incenso nella regione del Dhofar per molti secoli. Il commercio ha costituito, infatti, una delle attività più fiorenti dell’antichità e del Medioevo. Questi siti, che oggi segnano la via turistica dell’incenso, hanno rivestito un ruolo fondamentale nel processo di fabbricazione ed esportazione, su scala mondiale, di questo prezioso prodotto.

Fra i siti iscritti nel patrimonio mondiale nel 2000, annoveriamo i seguenti: 

- il Museo della terra dell’incenso 

- la città di Al Baleed 

- il Khawr Al Baleed 

- Shisr/Ubar 

- il wadi Dawkah: situato nella regione di Najd, si snoda lungo i versanti settentrionali del Governatorato del Dhofar e si trova a circa 25 km a nord di Salalah. Questo wadi è un tipico esempio dei terreni su cui crescono gli alberi dell’incenso.